Piccolo faro ad acquarello Le Tigri di Mompracem

Le Tigri di Mompracem

Le fiabe dei marinai si raccontano ai piedi del faro.
E questa — parola di vecchio lupo di mare — è la più bella di tutte.

Una storia vera… quasi

C'era una volta un signore di Verona che non salì mai su una nave, eppure conosceva il mare meglio di qualunque ammiraglio. Si chiamava Emilio Salgari: navigava con la penna. E con la penna inventò un'isola, la piantò nel bel mezzo del Mar della Malesia e ci mise sopra il pirata più formidabile che si sia mai visto: Sandokan, la Tigre della Malesia.

Questa pagina è il nostro omaggio a quel romanzo. Mollate gli ormeggi, spegnete il telefono e lasciate che il vento faccia il resto.

Ritratto fotografico di Emilio Salgari
Emilio Salgari, 1862–1911
Emilio Salgari
il capitano che non salpò mai
Pergamena ad acquarello Mompracem
Mar della Malesia · dicembre 1849
Faro ad acquarello su una rupe selvaggia
Mompracem · 1849
Capitolo primo

L'isola in capo al mondo

La notte del 20 dicembre 1849 un uragano coi fiocchi sconquassava Mompracem, isola selvaggia e famigerata, covo di pirati che facevano tremare tutti i mari attorno. Lassù, nella capanna in cima alla rupe — accanto a una lanterna che nessuna carta nautica ha mai segnato — vegliava un uomo che i marinai nominavano soltanto a bassa voce: la Tigre della Malesia.

Aveva vent'anni di battaglie sulle spalle, forzieri pieni di perle e smeraldi, e una malinconia che nessun tesoro riusciva a comprare. Quella notte, mentre i lampi spaccavano il cielo, la Tigre guardava il mare nero e sentiva che qualcosa, oltre l'orizzonte, lo stava chiamando.

Bottiglia di rum ad acquarello
Yanez de Gomera
Capitolo secondo

Il fratello bianco

A dividere con lui vento e fortuna c'era Yanez de Gomera, portoghese, flemma d'acciaio e sigaro perennemente acceso: l'unico al mondo che potesse dare del tu alla Tigre.

«Che cos'hai stanotte, fratellino?» chiese, versando due dita di vecchio whisky.
«Ho sentito raccontare di una creatura che vive a Labuan», rispose Sandokan senza voltarsi. «I pescatori la chiamano la Perla. Dicono che abbia i capelli d'oro e gli occhi del mare.»

Yanez soffiò una nuvola di fumo e sorrise: quando la Tigre parlava con quella voce, c'era da preparare le vele.

Sirena ad acquarello su una macchia rosa
La Perla di Labuan
Capitolo terzo

La Perla di Labuan

Sull'isola di Labuan, dove sventolava la bandiera inglese, viveva davvero una fanciulla così: Marianna Guillonk, nipote di un lord che odiava i pirati almeno quanto i pirati odiavano lui.

Cantava con una voce che fermava i gabbiani in volo, curava i poveri del villaggio, e i marinai — che di sirene se ne intendono — giuravano che sirena lo fosse per davvero. Quando la sua leggenda attraversò il mare e arrivò alle orecchie della Tigre, il destino era già bell'e scritto: «Domani», disse Sandokan, «si salpa per Labuan.»

Sandokan si getta tra i flutti durante la battaglia, tavola di Alberto Della Valle
Sandokan si getta in maretavola di Alberto Della Valle, ediz. 1906
Capitolo quarto

Sangue, sale e cannoni

Due prahos filavano sull'onda come coltelli, ma a Labuan li aspettava un incrociatore con le artiglierie puntate. Fu battaglia, di quelle che i vecchi raccontano abbassando la voce: legno che scoppia, sciabole che luccicano, la Tigre che ruggisce all'arrembaggio.

Colpito una, due volte, Sandokan si gettò tra i flutti neri. E nuotò, e nuotò, finché la risacca non lo abbandonò mezzo morto proprio sulla spiaggia del suo nemico.

Lanterna accesa nella notte, acquarello
Villa Guillonk
Capitolo quinto

Nella casa del nemico

Si risvegliò in un letto morbido, nella villa di Lord James Guillonk, con una ferita ricucita e un nome falso in tasca. Accanto al letto, con una brocca d'acqua fresca e un sorriso, c'era lei: la Perla di Labuan.

Per due settimane il pirata più temuto dei sette mari fu soltanto un principe convalescente che ogni giorno perdeva un pezzetto di cuore. Poi, una sera, tra i brindisi, il lord alzò il calice: «Alla forca dove impiccheremo Sandokan!»

«Quell'uomo che cercate», disse una voce calma alzandosi dal tavolo, «sono io.» E la finestra era già in frantumi, e la notte se l'era già inghiottito.

Veliero a vele spiegate, acquarello
Verso il largo
Capitolo sesto

Il ritorno della Tigre

Quel che accadde poi, i vecchi lupi di mare lo raccontano ancora: la fuga nella giungla, i tigrotti accorsi in armi, Marianna strappata a mezza flotta dell'Impero con un abbordaggio che nessuno osò più imitare.

Mompracem bruciò, i prahos si contarono sulle dita di una mano, e la Tigre perse la sua isola per amore della sua Perla. Ma perdere, per certi uomini, è solo un modo più lungo di vincere: mentre il veliero puntava l'orizzonte, Sandokan giurò che un giorno la sua bandiera sarebbe tornata a sventolare lassù.

Le tigri, si sa, tornano sempre.

Tre uomini in barca al tramonto, acquarello
I tigrotti, la sera dopo la battaglia
La ciurma
Timone dorato ad acquarello
Sandokan
La Tigre della Malesia

Principe spodestato, pirata per vendetta, gentiluomo per natura. Ruggisce spesso, morde solo chi se lo merita.

Cannocchiale d'ottone ad acquarello
Yanez
Il fratello bianco

Portoghese, flemmatico, incorreggibile. Risolve metà dei guai con l'astuzia, l'altra metà con un sigaro acceso.

Conchiglia rosata ad acquarello
Marianna
La Perla di Labuan

Capelli d'oro e cuore di corsara: la sola creatura al mondo capace di ammansire una tigre.

Bandiera dei pirati ad acquarello
I Tigrotti
I diavoli del mare

Cento fedelissimi col kriss fra i denti, pronti a seguire la Tigre fin dentro la bocca di un vulcano.

Il glossario del bucaniere

Ogni voce nella lingua segreta di Mompiano, il trancorio: le sillabe si invertono e la parola diventa un codice.

Veliero in bottiglia ad acquarello
Il praho
venna · in trancorio

Il veliero dei pirati malesi: leggero, velocissimo, praticamente un gabbiano armato di cannoni.

Cristallo blu cobalto ad acquarello
Il tesoro
sottero · in trancorio

Perle di Ceylon, diamanti e smeraldi grossi come noci: il forziere della Tigre, che nessuna mappa ha mai trovato.

Bandiera pirata ad acquarello
La bandiera
diembara · in trancorio

Quando sale sull'albero maestro, alle navi oneste conviene virare di bordo. Subito.

Scorci di Mompracem

Costa al tramonto, acquarello
La rada dei prahos
Arco di roccia sul mare, acquarello
L'arco della Perla
Balena che si inabissa, acquarello
Il gigante del Mar della Sonda
Faro bianco nella tempesta, acquarello
La lanterna della Tigre
Tre lupi di mare guardano il faro al tramonto, acquarello
Tre lupi di mare aspettano il ritorno della Tigre

E questa è solo la prima rotta

Il racconto che avete letto è la nostra rilettura — libera, salata e un po' sognante — del romanzo vero: Le Tigri di Mompracem, che Emilio Salgari pubblicò nel 1900 e che oggi è di tutti, gratis, per legge e per giustizia.

Sono venti capitoli di abbordaggi, giungle, veleni e colpi di scena che nessuna serie tv ha ancora eguagliato. Yo-ho: issate le vele e andatevelo a leggere.

Leggi il libro — è gratis Torna all'isola

…o mandateci un messaggio in bottiglia: info@mompracen.it

Ancora con cima sulla spiaggia, acquarello
Gettate l'ancora quando volete

Porta a bordo le Tigri

Ti è piaciuta la rotta? La ciurma di Mompracen esiste davvero, a Mompiano. Indossa la sua bandiera — magliette, felpe e cimeli da corsaro — oppure dalle una mano a tenere issate le vele.

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